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La corsa al gelato artigianale di qualità

gelato mindfoodman

 

E’ indubbio che in questi ultimi anni sia esplosa la corsa al gelato artigianale di qualità.

Mi piace considerare il mondo del gelato artigianale in due periodi distinti: prima e dopo Grom. Mi rendo conto che possa sembrare semplicistico, ma può aiutare a capire. 

Grom può piacere o non piacere, ma ha avuto un grande merito, ha alzato l’asticella, ha fatto capire alle quarantanmila gelaterie artigianali in Italia che si poteva e si doveva fare di più. Certo qualcuno già faceva gelato ottimo, ma non aveva il potere mediatico che ha avuto Grom..

Ecco quindi il ritorno ai gusti tradizionali, l’uso di prodotti freschi, il rispetto della tradizione anche nella ricerca di gusti nuvi e finalmente l’addio ai gusti Puffo e Puffetta.

Ma da dove siamo partiti per arrivare all’ottima qualità del gelato italiano che oggi è tanto di moda? 

Come spesso accade su queste pagine, mi piace unire storia, leggenda e fantasia e anche questa volta lo farò, aiutato dalla vecchissima origine del gelato.

Le prime tracce arrivano dalla Cina, era circa il 2000 a. C. quando i cuochi a palazzo preparavano un dolce mescolando il riso stracotto con spezie e latte; il tutto veniva poi introdotto nella neve conservata perché si solidificasse. 

Ancora prima, già dal 2700 prima di Cristo, in Egitto, a Pompei, a Roma e persino in Giappone furono trovate tracce di pozzi profondi dove conservare neve e ghiaccio tutto l’anno.  

Solo i ricchi potevano permettersi questo lusso ma volando con la fantasia viene da chiedersi chissà che gusti piacevano a Giulio Cesare e chissà se Cleopatra preferiva il cono o la coppetta? Logicamente sto fantasticando, ma pensate che in Egitto in una tomba della Seconda dinastia (poco meno di tremila anni prima di Cristo) è stata trovata una coppetta che sembra perfetta per il gelato. Era fatta da due coppe in argento, in una andava la neve (o il ghiaccio tritato), nell’altra la frutta cotta.

In Europa, un po’ dappertutto, si consumava neve o ghiaccio tritato aromatizzato con frutta o spezie. Tra le rovine di Pompei vi sono tracce che fanno pensare a negozi in cui si vendeva ghiaccio (proveniente dal Vesuvio) tritato e addolcito con miele. Una antenata della Grattachecca!

Dall’altra parte del mondo, prima, ma molto prima che gli spagnoli andassero a seminare morte e distruzione, gli Inca preparavano il gelato e lo conservavano dentro foglie di una pianta locale.

Come vedete il gelato ha tantissimi possibili padri, ma di sicuro ha una sola madre: Caterina de Medici. E’ appurato che i Medici nel 1500 fecero una gara per trovare chi preparasse i piatti più originali. Vinse un pollivendolo con una composta raffreddata “Ghiaccio all’acqua inzuccherata e profumata”. 

Sembra che proprio Caterina de’ Medici apprezzò talmente questo dolce che, in occasione delle nozze con il Duca d’Orleans, futuro Enrico II, decise di portarsi a Parigi il pollivendolo, tale Ruggeri, per preparare e fare conoscere ai reali francesi questa delizia.
Per molti studiosi la paternità del gelato moderno è da attribuire all’architetto fiorentino Bernardo Buontalenti che inventò un dessert ghiacciato che fu offerto a Carlo V, re di Spagna, durante una celebre festa di inaugurazione di Forte Belvedere da Cosimo I de’ Medici nel 1559. Il Buontalenti viene considerato il vero inventore del gelato in quanto preparò una crema fredda a base di latte, miele, tuorlo d’uovo, un tocco di vino, aromatizzata con bergamotto, limoni ed arance. Di sicuro, questa è la base della “crema Fiorentina” o “gelato Buontalenti” che ancora oggi si può gustare in tutte le migliori gelaterie di Firenze. 

Ci sarebbero ancora tante cose da raccontare, per esempio sui primi venditori di gelato italiani che emigrarono in America, non parlavano inglese e offrivano il gelato dicendo “Ecco un poco” gli americani li battezzarono “Hokey-Pokey” e ancora adesso i cammioncini che vendono gelati in alcune zone hanno questo soprannome.

Venuta voglia di un gelato? 

Prima voglio elencare alcune pietre miliari della storia del gelato:

nel 1845 viene brevettata la prima gelatiera a motore

nel 1884 apre a Torino la Gelateria Pepino, tuttora in attività. 

Nel 1923 in California nascono i ghiaccioli

Nel 1939 la Gelateria Pepino inventa il gelato su stecco

Nel1948 a Milano la Motta produce il primo gelato industriale su stecco, il Mottarello  Nel 1950 nasce il Cornetto Algida

Nel 1970 con la diffusione del frezeer domestico nasce invece il primo secchiello formato famiglia, il Barattolino Sammontana

Spero di avere stimolato la vostra curiosità e mi piacerebbe sapere se fate parte del 27% degli italiani che ha il cioccolato come gusto preferito oppure se come il 20% degli italiani sceglie la nocciola.

Seguono il 13% che preferisce il limone e il 9% la stracciatella. 

Che bello non trovare il Puffo in questa statistica!

PER CHI VUOLE APPROFONDIRE:

Guida Gelaterie d’Italia 2018 del Gambero Rosso. La classifica e i premiati
Quanto costa un cono di qualità?

L’immagine in copertina è realizzata e prodotta da Chiara Marchesi, ogni singolo elemento prende vita nella nostra copertina e nei vostri gelati consumati in questa “speriamo” calda estate 2018. 

Grazie a Chiara e a Riccardo per la vostra collaborazione. 

Mindfoodman Lorenzo Natolino
Mindfoodman Lorenzo Natolino

Semplicemente Mindfoodman Un uomo che in cucina si prende consapevolmente cura di sè, della sua famiglia e dei suoi simili.