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La cultura giapponese in continua evoluzione

Giappone 2

 

Nel primo post dedicato al Giappone, ci eravamo salutati, uscendo con un grande inchino, naso dritto dritto verso terra e sorridendo: “Arigato Gozaimasu!”

Ecco riprendiamo il tutto da qui e se ancora non hai letto il nostro primo POST sul GIAPPONE puoi ritrovarlo comunque in questa sezione: QUI

Potrai anche leggerlo dopo il post di oggi, perché non hanno una sequenza obbligata; oggi ripartiamo dall’eleganza e dallo stile del saluto giapponese che, non solo per me e per la mia famiglia, ha assunto un deciso tono di “Arrivederci” e non di “Addio”.

La cultura giapponese passa proprio da questo stile e da questa educazione; in continua evoluzione ed assolutamente mai ferma!

tempura

Dedico questo nuovo post a tutti coloro in questo 2019 hanno scelto di tornare a scoprire questo stile culturale giapponese o sceglieranno il Giappone per la prima volta come meta delle loro vacanze. Vi invito ad osservarli con rispetto e cura,

 Il Giappone ha iniziato ad addentrarsi nel mondo occidentale proprio a partire dal gusto; anche per questo aspetto, la loro cultura culinaria risulta in continua evoluzione. Osservandoli da vicino già nel 2013 ho notato come non si facciano alcun tipo di problema ad inserire nella loro dieta quotidiana la pasta, gli hamburger o la cucina thailandese.  Questo è comprensibile perché i piatti della loro cucina, come ad esempio i ramen o i ravioli al vapore, derivano originariamente da piatti cinesi. 

 La tempura è stata “importata” dai portoghesi e poi riarrangiata con il loro proverbiale tocco. Quindi non storcete il naso se vi capiterà di trovarvi in un locale tipico e vedere nel menù “Tempura di Camembert” o una salsa simile alla “bagna cauda rivisitata”. A tutto c’è un perché e loro da sempre hanno saputo ascoltare e raccogliere il meglio delle cucine straniere.

tempura

Sarebbe troppo facile e non corretto scomodare i vari ‘Sushi Jiro’ o il piu` internazionale ‘Nobu’ per dare un’idea di come si mangia in Giappone.

Impressionante notare come a Tokyo, come nel resto del paese, vedi e osservi un sacco di persone che scelgono di cenare al ristorante, mangiano fuori da sole, con compagni di scuola o colleghi di lavoro o fidanzate/i.

Sembra che mangiare al ristorante rappresenti la quotidiana normalità!

people

Un mio amico, Max, vive a Tokyo e mi spiegava che anche lui, lo fa almeno tre volte a settimana. Questo non avviene perchè non sia in grado di cucinare o preparare una cena ma perchè le loro città offrono una varietà di proposte veloci ed economiche sopra la norma. La cena è uno dei pochi momenti in cui ci si ferma, uno dei pochi momenti dove non si lavora e si sta insieme.

Tokyo, Osaka, Kyoto ma anche le città più piccole, sono costellate di ristoranti che spesso non sono più grandi dei nostri sgabuzzini di casa. In quei miseri loculi propongono cucina tipica e spesso monotematica a prezzi convenienti.

Un esempio su tutti sono i ristoranti Ramen, dei “bugigattoli” formati da un bancone, il gestore del locale e due grossi pentoloni in cui ribolliscono rispettivamente un brodo molto saporito e i noodles.

 


Max, mi segnala che all’interno della categoria Ramen, dobbiamo assolutamente provare lo Tsukemen; brodo e noodles serviti a parte, starà a noi prendere un pò di questi noodles, inzupparli nel brodo prima di ingurgitarli facendo i famosi rumori molesti che contraddistinguono il piatto.
Uno dei suoi posti preferiti a Tokyo è “Mita Tsukemen” 3 minuti a piedi dalla stazione di Shibuya, locale in pieno stile nipponico, prezzo di circa 850 yen.
 

Tsukemen Tokyo

Tsukemen Tokyo

 Un altro piatto semi-sconosciuto in Italia, è lo Yakitori significa letteralmente pollo alla griglia, si tratta esattamente di piccoli spiedini di pollo non più lunghi di dodici centimetri fatti abbrustolire sapientemente sulla carbonella.
Come molti piatti giapponesi, anche questo ha la particolarità di essere molto semplice ma in qualche modo complicato nella realizzazione. Il pollo deve essere abbrustolito fuori ma rimanere tenero all’interno ed oltre a questo il povero cuoco deve tenere sott’occhio decine di spiedini ognuno con un taglio diverso e un differente tipo di cottura.   Impresa! 

Yakitori J2

Yakitori

Gli Yakitori, spesso possono essere anche di verdura, esistono almeno cinque ristoranti per stazione metrò o ferroviaria, quindi è difficile poterne consigliare uno in particolare.

Ma eccone qui di seguito un paio:

‘Iseya’ alla stazione di Kichijoji, si spende intorno ai 2500 yen per persona.
‘Toritake’ a Shibuya, sempre sui 3000 yen a persona.

EVENTO: Vuoi fare un salto nel paese del Sol Levante senza muoversi da Milano:

sabato 9 giugno 2019, al circolo Magnolia, MILANO

arriva la Festa del Giappone, un’intera giornata dedicata a questa affascinante cultura, così lontana e al tempo stesso così vicina.

Se dopo aver letto il mio post hai ancora una folle voglia di tornare a scoprire il Giappone, non dovrai perderti per nessun motivo il terzo ed ultimo episodio dedicato alla domanda:

Ma cosa mangia davvero il popolo del Sol Levante?

Quindi è arrivato il momento dei saluti; con un grande inchino, naso dritto dritto verso terra e sorridendo: “Arigato Gozaimasu!”

Mindfoodman Lorenzo Natolino
Mindfoodman Lorenzo Natolino

Semplicemente Mindfoodman Un uomo che in cucina si prende consapevolmente cura di sè, della sua famiglia e dei suoi simili.