Il guerriero venuto dal nulla

La stroncatura, o struncatura, è una pasta tipica della piana di Rosarno e Gioia Tauro, introvabile altrove, prodotta in origine con scarti di molitura, ma capace di assorbire per la sua grana “ruvida” tantissimo condimento e sapore.

Un tempo era il cibo dei poveri, oggi è una prelibatezza per intenditori.

Gennaro Ivan Gattuso, detto Rino o Ringhio per gli amici rossoneri, già a dodici anni, è costretto a lasciare Corigliano Calabro la casa dei suoi genitori per trasferirsi a Perugia. Approda in Scozia nel 1997 dove si accasa ai Rangers di Glasgow. Passa i primi due mesi ai margini della squadra perché la FIGC si rifiuta inizialmente di concedere il transfer al giocatore, di fatto fuggito da Perugia. Gattuso, esordisce con i Rangers, il 4 agosto 1997 e si mette subito in mostra per le sue doti di lottatore diventando di fatto uno degli idoli della tifoseria.  Gladiatore a Glasgow!

La Stroncatura in origine era un prodotto di basso costo poiché veniva realizzata con le crusche dello scarto di molitura. Si narra che la farina venisse letteralmente “spazzata” da terra e che per motivi igienici sia stata proibita; per lunghi anni la potevi reperire solo in poche botteghe locali, quasi come merce di contrabbando, ed anche oggi molta gente che la conosce non sa dove poterla comprare. Merce rara nel panorama delle paste italiane!

La vita di Rino è una vita da mediano. Quando la vita ti dà dei limoni, facci una limonata, ma quando non te li dà?  Ecco che Rino è riuscito ad arrivare sul tetto del mondo calcistico con “dei piedi non esattamente educatissimi“, (definizione del suo maestro Ancelotti). Merce rara nel panorama calcistico italiano! 

Nonostante un fisico tutt’altro che da Adone, si è sempre fatto rispettare e temere da tutti quanti. Rino ha un cuore grande, anzi, enorme. E’ un leader e in campo non passa un secondo zitto: “incita, sprona e rimprovera i compagni” (estratto della lettera di auguri di Carlo Ancelotti a Ringhio). 

Estrema qualità: Grano duro integrale, semola di grano duro, acqua. La trafilatura al bronzo e l’impasto ne fanno una pasta doppiamente ruvida che trattiene tantissimo il  condimento. 

Tu Rino, chiaramente, hai la bontà del grano e chilogrammi di grinta integrale nelle gambe che vengono alimentate da un motorino simile a quello di una planetaria. Un impasto meraviglioso.

Un episodio, che più di altri, racchiude tutta l’essenza del tuo carattere, è la partita contro il Catania – Dicembre 2008 (1-0 goal di Kakà) ma nessuno ricorda il goal di Riccardino; molti ricordano l’infortunio di Rino. Lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Roba che qualsiasi altro giocatore al mondo sarebbe uscito dal campo piangendo, ma non lui, che non solo restò in campo novanta minuti, ma continuò a correre con il solito motorino alimentato a peperoncini di Soverato.

Suggerimenti per la cottura della stroncatura: Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, per circa 15 minuti e forse sono pure pochi.. va cotta a seconda del vostro gusto. Scolare e condire a piacere.

Suggerimenti per andare d’accordo con il mister Gattuso: semplicemente correre quanto Kessie, per lui non sei mai cotto, puoi correre anche per quattro giorni.

Entrambi siamo arrivati ai quaranta a pochi giorni di distanza, per entrambe un momento di riflessione, c’è abbastanza tempo alle spalle per ricordare e c’è anche tanto spazio davanti per costruire nuove imprese. Quarant’anni anche per te caro Rino! meritano un post d’auguri serio ed oggi qui @Mindfoodman lo avrai!

“Adesso che ti vedo sulla panchina del Milan, e ti agiti come un matto, urli, sbraiti, mi viene da pensare che sei la persona giusta al posto giusto: c’è bisogno della tua passione, del tuo carattere, per superare gli ostacoli e di qualche tua solenne arrabbiatura per svegliare qualcuno che dorme, perché in un gruppo, c’è sempre qualcuno che dorme…
“Eri il mio guerriero. Mai una volta che ti abbia visto mollare, mai visto con la maglia pulita, mai una volta che non ti abbia visto fare fatica. È questo che ho sempre ammirato in te. La grinta che ci mettevi tu non ce l’aveva nessuno e, cosa non comune, sapevi trasmetterla agli altri. Quante volte ti ho visto parlare con un compagno per aiutarlo, spronarlo, sorreggerlo nei momenti difficili! Il calcio è questo: al di là degli schemi, dei moduli, del pressing e delle ripartenze, ci sono le persone. E sono le persone che fanno la differenza. Tu, caro Rino, per me e per il nostro Milan, l’hai fatta. Otto anni ti ho allenato. E ti ho sopportato. 
A Malta, io vi feci una promessa: vi porterò in finale di Champions. Voi mi prendeste per matto. Ma poi in finale ci siamo arrivati, e l’abbiamo pure vinta. E tu, Rino, di quel Milan, sei stato l’anima…” [Carlo Ancelotti – Gazzetta dello Sport]

 

Ricetta: Struncatura aglio olio e peperoncino con alici salate e pangrattato (o struncatura ammollicata).

La ricetta della tradizione è molto semplice: si fa dorare l’aglio in padella con l’olio, si aggiunge un pomodorino se piace, peperoncino, meglio se fresco, e qualche acciuga salata o sott’olio. Nella struncatura calabrese il condimento deve essere saporito ed abbondante ed un tocchetto di sale in più ci vuole: “melius abundare quam deficere”.

In un altra padellina nel frattempo tostare una manciata di pangrattato.

Cotta la pasta, circa 12-15 minuti, scolarla, unire il soffritto ed il pangrattato e servire.

 

Mindfoodman Lorenzo Natolino

Semplicemente Mindfoodman Un uomo che in cucina si prende consapevolmente cura di sè, della sua famiglia e dei suoi simili.