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L’estate 2017, quella delle onde nel mare!

Mi faccio musicalmente accompagnare da Ludovico Einaudi, perché parlare delle onde del mare ad Agosto sembra apparentemente una cosa banale, in realtà non lo è affatto, anzi sto metabolizzando proprio ora che oltre a non essere semplice e scontato si sta rivelando, per Lorenzo, estremamente necessario.


Non ho scelto le Onde per imitare Mengoni (video Sondr Rx) o meglio, avrei potuto mettere in mostra le mie doti in spiaggia di attore e ballerino oltre che a quelle di cantante ma, forse anche NO è stato meglio così! Non è certo Mengoni la musa ispiratrice e nemmeno il mio tormentone musicale dell’estate2017.
Come lui però, in queste vacanze, ho provato a guardare il mondo, con i miei occhi ho visto cose grandi ed importati come le onde dei mari. Sono partito da Riccione, precisamente sotto il sole di Riccione, forse è più lui il tormentone2017; Tommaso Paradiso & The giornalisti.      In Romagna ho ritrovato le onde (non proprio altissime se devo dirvela tutta), ma ho iniziato nella prima settimana una lettura interessante di un libro regalatomi dal mio amico Derrik, Quasi quasi mi bagno (inizio a leggerlo), e non ci penso più, faccio a schiaffi, faccio a schiaffi con le onde con il vento. Le prendo!

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Chi manda le onde

Eh devo dirti che mi hai conquistato tu Fabio Genovesi e la tua Versila, è molto, molto carino il tuo libro, un ottimo compagno di viaggio. CHI MANDA LE ONDE

Sotto il mio ombrellone fà davvero caldo, la notte è giovane e i giovani vecchi come il Lorenz, leggono pochino ma, se si intrippano, non si staccano più dalle pagine perché c’è davvero un significato a quel che accade e ci crediamo davvero che ognuno possa, seguendo la sua strada, sorridere a un disegno buono.

Volevi comunicarmi questo Fabio?

Non preoccuparti caro lettore, non è mia intenzione, rovinarti la lettura, se intendi leggerlo ovviamente, io sto solamente portando la mia interpretazione e la mia consapevolezza di una piacevole sensazione ed emozione nello scorrere veloce delle pagine, perché quando ho chiesto a Derrik:

“Ma di cosa parla questo libro?  Chi manda le onde?”

Ci siamo entrambe concentrati e incartati sulla trama, ma in realtà la differenza in questo “mare” la fanno lo stile della scrittura e i personaggi “improbabili” ideati dell’autore.
Mi ha colpito e sorpreso l’abilità con la quale utilizzando un linguaggio sboccato, a volte persino esagerato (anche per un “fine” come me), ha ironizzato e fronteggiato il dramma nella quale il romanzo si intreccia.

Era l’unica via di fuga per il lettore e io mi ci sono infilato, perchè, come Sandro, sono arrivato ai 40 e il rischio di rimare impantanato è dietro l’angolo.

“Perché Sandro è uno che combatte, Sandro non si arrende, e se il futuro fa così vomitare, allora cazzo, conviene tuffarsi di testa dentro a tutto il presente che troviamo”.

Le onde, intanto sono arrivate, è quasi ferragosto e Nicolò ha la febbre alta, altissima ha un’infezione virale alla bocca, per fortuna mi attacco a te caro libro e alla pazienza infinita della mamma Elena. “Grazie Amore!”.
Tengo duro, rimango immobile aspettando che passi la mareggiata, immobile proprio proprio no, troppo difficile per me, nelle prossime ore affronteremo tutti un trasferimento complicato a Karpathos via Milano e Malpensa alle 3 di notte per un volo alle 5:30 “Aiuto annego!”.

E’ in Grecia che le onde si fanno più intense e serve davvero una grande pazienza ma troviamo proprio di fronte a casa delle onde meravigliose che ogni notte ci fanno addormentare con il rumore della risacca. Per noi sarà difficile tornare a case e non sentire più questo piacevole rumore di sottofondo.

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Terrazza a Karpathos

Ho una sdraio in terrazza e tempo a disposizione per leggere. è uno scorrere incessante delle onde fino all’ultima pagina.

“Perché le cose quando devono succedere sono prepotenti, se ne sbattono dell’impossibile e dell’assurdo, si mettono in cammino a testa bassa e semplicemente succedono”

Ogni capitolo ha un titolo sintetico e sempre azzeccato come il “Ballo del primo passo” lo cito solo perché sono anni che lavoro su questa cosa, “Questa storia del fare il primo passo né ha fregati parecchi, se dietro non ci sono il secondo, il terzo e una direzione dove proseguire” proprio come noi, nella nostra ripresa quotidiana all’attività abbiamo i nostri target da raggiungere ma guardiamo avanti come ci consiglia Luca:

“Perchè i pesci stanno sempre cosi. Perché la corrente gli porta i pezzetti di roba e i pesci più piccoli da mangiare, ma anche i legni, i sacchi di plastica e i pesci più grossi da evitare. Insomma, vivono così, sempre con gli occhi alle cose in arrivo. E quello che succede dietro di loro, anche a un passo, non lo considerano proprio. “

Ok, tu Derrik puoi guardare avanti hai la tua missione e il tuo primo passo è tratto ora seguiranno il secondo e il terzo. Grazie per l’onda che mi hai mandato.

“Allora…rieccola, ancora più bella di prima. E questo è un segno fantastico, vuol dire che c’è speranza, che le cose bellissime possono capitare anche quando non te l’aspetti più.”

 

Mindfoodman Lorenzo Natolino

Semplicemente Mindfoodman Un uomo che in cucina si prende consapevolmente cura di sè, della sua famiglia e dei suoi simili.