copertina Carciofi

Ordinati, lunghi, affilati come una serie infinita di righe da compilare

 

Quando visiti un’azienda agricola, non sempre trovi subito il tuo destinatario. A volte trovi un odore, un rumore, un silenzio che parla più di chiunque altro.

Oggi sono arrivato a casa di Silvano, l’agricoltore di Bientina, e — manco a dirlo — lui era ancora nei campi. Me l’avevano anticipato:
“Oh, Silvàno ’un torna mica presto… quello l’è bischéro forte pe’ ’sta terra. Aspettalo sul murettino: rientra quando rientran i carciofi, quanno cala la luce e la tera s’acqueta.”

E allora, siccome di data quality perisce l’incolpevole account manager, mi sono seduto lì. Da una parte il tablet che chiedeva aggiornamenti, dall’altra quella casa con le imposte azzurre che sembrava decisamente più accogliente della mia scrivania digitale.

Bientina odorava di argilla umida e di quel vento che scende dal Monte Serra. Davanti a me, i filari di carciofi: ordinati, lunghi, affilati come una serie infinita di righe da compilare su un foglio Excel.

dritti e ordinati

dritti e ordinati

Lì ho pensato a quanto certe cose si somiglino: quelle file di carciofi e le mille schermate del gestionale. Entrambe “spine nel fianco” per chi prova a lavorare con le persone, mentre l’azienda ti immagina seduto in ufficio e tu, invece, sei a tre ore da casa. I carciofi oggi mi guardano in faccia; non accettano consigli come i manager, ma maturano quando pare a loro. Siamo a marzo inoltrato e fioriscono ancora, con un ritmo lento e testardo fatto di notti fresche e mattine umide.

Aspettando Silvano, mi tornava in mente la stessa idea: forse anche lui, a modo suo, maturava insieme ai suoi campi. Rientrava quando “era il momento”, proprio come le mammole quando si arrotondano.

La domanda che mi rodeva era una sola: come si chiama questa varietà?
Con il cibo funziona sempre così: se manca un nome, manca un pezzo della storia.

Inserivo dati, caricavo visite, lottavo con i loop del gestionale che sembrano messi lì apposta per ricordarmi che la pazienza non è il mio forte. Poi, finalmente, Silvano è arrivato: tuta gonfia sulle spalle, scarpe infangate e passo pieno. Mi ha visto, ha sorriso appena e ha fatto un cenno: “Vieni, tu devi vede’ ’ste regine.”

Mi ha portato davanti a un filare: “Eccole: l’Artemisa. Le mammole più belle ch’ho quest’annata. Te le presento come si presenterebbe ’na donna importante.”

Aveva ragione. Da vicino erano davvero “importanti”: tonde, piene, compatte, morbide e senza spine. Avevano quella dignità che solo le cose cresciute sotto un cielo sincero riescono ad avere. E il nome… Artemisa. Suonava già come una storia: un nome antico, femminile, corposo come il loro capolino.

Artemisa

Artemisa

Silvano continuava: “Qui a Bientina la maturazione va per conto suo. ’St’anno s’hanno fatte aspettà, ma guarda che roba. Bisogna saper aspettà. In campo e ’n vita.”

È stato in quel momento che ho capito: l’attesa non era stata uno spreco, ma parte del processo. Una piccola maturazione personale per entrare nel ritmo di quelle piante e di quell’uomo. La bellezza degli Artemisa non sta solo nel sapore, ma nel tempo che ti costringono a rispettare.

Il tempo che il gestionale mi ruba con i suoi loop infiniti.
Il tempo vero dell’attesa.
Il tempo delle persone, non delle to-do list.

Quel giorno, a Bientina, l’ho capito bene: aspetterò prima di sclerare e poi deciderò cosa sarà più giusto per me. Anche un carciofo può insegnarti a respirare i tuoi mal di pancia. E te, Lorenzo, ne hai un bisogno matto di imparare questo nuovo lavoro; se poi questo aspetto dell’azienda ti tormenterà ancora, ne farai una nuova ricetta per la tua vita.

E sì, puoi voler bene ai tuoi carciofi spinosi sardi… ma certi carciofi — come certe persone — non li capisci davvero finché non li incontri sulla tua strada.
Un po’ ti sto conoscendo, Silvano. E prima o poi, due gomme te le vendo!

Il Lambo di Silvano

Il Lambo di Silvano

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Mindfoodman Lorenzo Natolino

Semplicemente Mindfoodman Un uomo che in cucina si prende consapevolmente cura di sè, della sua famiglia e dei suoi simili.