Man

The land of hospitality

Giordania2019

 

Giordania 🇯🇴2019

Ci sono viaggi che cambiano la vita delle persone, viaggi che rimangono nel cuore, nella mente e ti danno la possibilità di osservare i fatti in un modo differente perché come dice questo proverbio arabo: “Chi non viaggia non conosce il valore degli uomini”.

Io per la prima volta nella mia vita ho osservato la “questione palestinese” con occhi differenti forse per merito di Wahel il nostro autista e la sua Palestina nel cuore.

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Se nell’area MAN di questo blog risiedono le emozioni personali di Lorenzo oggi trova spazio questo post dedicato ai miei compagni di viaggio Elena e Nicolò con l’obiettivo di dare ordine alle emozioni che portiamo dentro al nostro rientro.

Una dedica, va anche a tutti coloro si sono sorpresi, che ci hanno dato dei matti,  si perchè, partire per il Medio Oriente in un momento storico come quello attuale con un bimbo di tre anni e uno nel grembo di tua moglie, non è una scelta prudente.

Ma noi la abbiamo fatta e l’enorme gioia profonda ora è nostra!

Ti fai molte domande, ascolti molto ciò che arriva dalle comprensibili parole di un mussulmano con un viso arabo-palestinese in un inglese quasi perfetto.  

Wahel

 

Wahel, sei stato un ottimo compagno di viaggio; mentre attraversavamo una nazione desertica, senza l’uso di cammelli ma con sotto il sedere un’auto ibrida, intorno a noi scorrevano capre, agnelli, tende beduine e mille curiosità.

Grazie per averle analizzate insieme! 

La prima è stata la più semplice ma la più utile per capire in che paese ero.

Chi sono i giordani?

La Giordania è una nazione che oggi conta 9,5 milioni di persone, con un incremento +4,4 milioni rispetto all’ultimo censimento.  L’aumento è  soprattutto attribuibile al flusso di profughi siriani degli ultimi cinque anni e dichiarano un 6% di palestinesi.  

Nella realtà però, le stime internazionali indicano una cifra pari a 4,5 milioni circa la metà della popolazione e non un 6%. Qualcosa non torna!

Penso solo per un’istante alla nostra accoglienza e a ciò che sta succedendo in Italia, ma soprattutto alla contaminazione positiva che oggi è già realtà in suolo giordano.

C’è da riflettere! 

Se per semplificazione e praticità da food-blogger, limito il campo al solo aspetto culinario, conto e riscontro una contaminazione di ricette meravigliosa tra cucina libanese, turca, yemenita, siriana.. ho già molti ingredienti sulla quale riflettere.  

Ne volete una così al volo?

Fattet hummus: Un hummus dove il sumac o sommacco (una spezia) mi ha strepitosamente convinto.  

Fattet hummus

Fattet hummus

 Si tratta sempre di un purè di ceci ma che, in questo caso, viene mescolato con pezzi di pane pita, pinoli e tahina. Il tutto viene condito con abbondante olio extravergine di oliva. Si mangia con il cucchiaio insieme a erbe piccanti, summak e cipolla. Una vera delizia!

Quasi ogni persona qui in Giordania ha alle spalle una storia particolare, una sua fuga, il suo modo di cucinare l’agnello o il pollo e il suo amore smisurato per il re Abd Allah II e la regina Rania ma soprattutto adesso ha una sua nuova casa piccola o grande che sia. 

Forse, il più delle volte, non avrà molti soldi ed un lavoro stabile, ma curiosamente ogni volta che mi incontra è in grado di sorridermi e sussurrarmi “Welcome to Jordan!“.

Elena e Nicolò

Elena e Nicolò

Anche Nicolò, se l’è sentito ripetere molte volte, ogni giordano sembrava tenerci nel darci personalmente il benvenuto, con un gran sorriso e quell’espressione mista di orgoglio per la propria terra e gratitudine nei confronti di turisti che non si lasciano scoraggiare dalle brutte notizie sui giornali.

Cosi ci ha accolto Mohamed un personaggio curiosamente simpatico che sceglie di rimanere nella sua capanna, tra le rovine di Montreal, anche se la sua famiglia vive a pochi chilometri di distanza; Lui la sua tenda non la molla un minuto!

Mohamed

Mohamed

Durante la visita al castello di Shobak o Sawbak; un castello crociato sito nella parte orientale del Wadi Araba, lungo le rotte dei pellegrini e delle carovane che muovevano dalla Siria verso l’Arabia, siamo entrati a casa tua!  

In quella occasione ci hai dato modo di conoscere un popolo incredibilmente ospitale. In quel frangente mi sono incontrato e scontrato con tutto ciò che ci sta intorno: la gente, i sorrisi e le emozioni, grazie Mohamed.

Petra

Petra

C’è una magia nella luce che filtra dall’alto tra le rocce del Siq di Petra che nessuna immagine e nessun racconto potrà mai spiegare, andare in Giordania per vederla può valere il prezzo del biglietto aereo ma come avrai intuito nel mio blog oggi non voglio parlarvi della spedizione di L. Burckhard, il primo occidentale che riuscì a vedere le rovine di Petra.  

Non sono il primo occidentale e probabilmente nemmeno in grado di raccontarti le info storiche sul sito archeologico, io posso solamente ammirare lo stupore del mio piccolo Nico, entrando a dorso di cammello nel “Khazneh”, l’entrata del tesoro, nonchè l’immagine simbolica per eccellenza della leggendaria città di Petra.

 

 
E con le note di Cheb Khaled Hiya Hiya, Wahel il nostro autista e la sua Palestina nel cuore ci conducano alle porte del deserto giordano del Wadi Rum, la comodità della nostra macchina lascia il posto alla “traballanza”, come la chiama Nicolò, della Toyota Hilux pronta a solcare le dune verso le tende nel deserto e apre la strada ad un magnifico tramonto tra le rocce rosa e tanta tanta sabbia fine. 

Hilux

Hilux

Anche qui, la mia curiosità non si ferma alle sole foto del tramonto e alle meravigliose stelle notturne.. dove poteva posarsi la mia attenzione?

Sullo Zarb; Un piatto tipicamente preparato dai local del deserto 🐫 #wadirum

La sua preparazione è molto semplice e avviene in appositi forni sotterranei scavati nella sabbia. In pratica nel forno viene acceso un grande fuoco, la fiamma scalda le pareti di metallo e produce la brace che alimenterà il calore interno. Quando le pareti e la brace sono incandescenti la fiamma non viene più alimentata, viene calata nel forno una griglia a due piani su cui sono poste le verdure (patate, cipolle, carote, ecc…) e la carne di pollo e agnello adeguatamente speziata! Cumino evidentissimo e mix spezie summak sesamo.
Il forno viene chiuso da un coperchio, coperto da fogli d’alluminio, da una pesante coperta e poi ancora da uno strato di sabbia in modo che mantenga il calore più a lungo possibile.

 Zaarb

Zaarb

Direi che dopo tanto peregrinare in quattro giorni, (Mar Morto, Monte Nebo, deserto, città storiche come Petra) un pochino di meritato riposo ad Aqaba possiamo permettercelo.

Giusto il tempo di stringere amicizia con Marialuisa e Sergio (incontrati nel deserto e ritrovati nell’oasi sul mar Rosso) e con loro mettere a fuoco il significato ultimo di viaggiare.

Incontrare, conoscere e confrontarsi con il prossimo. 

A chi mi chiedeva se la Giordania è sicura vorrei solo poter mostrare mille foto di quegli sguardi, vorrei trasmettere la sensazione di essere accolti da un popolo intero e dire a loro GRAZIE.

da  * * * ✏️ #Mindfoodman di Lorenzo Natolino – Mercoledì 1 Maggio 2019

Wadi Rum

Wadi Rum

Mindfoodman Lorenzo Natolino
Mindfoodman Lorenzo Natolino

Semplicemente Mindfoodman Un uomo che in cucina si prende consapevolmente cura di sè, della sua famiglia e dei suoi simili.