Grunge: una storia breve, triste e meravigliosa

 

SEATTLE,  una città stretta tra un braccio dell’oceano Pacifico chiamato Puget Sound e il lago Washington. Distante solamente 154 km a sud del confine con il Canada è famosa per la sua icona lo Space Needle: una stazione di osservazione con la forma di un missile che raggiunge i 180 metri di altezza e per lo splendido Pike Place Market, un mercato rinomato per le sue bancarelle di pesce, che vendono prodotti freschissimi.

Tra i tanti pesci segnaliamo il pregiato salmone Northwest o il granchio di Dungeness, due chicche che è possibile gustare a cena in uno dei tanti ristoranti del litorale.

Oggi però, sulla cima dello Space Needle, possiamo comodamente sederci, ordinare una birra e una cena un pò più simile a quella servita al “The Central Saloon” in un tiepido ottobre del 1992, perché aspettiamo un l’amico Manuel Lagotto.

Con Manuel, non siamo a Seattle per vendere pneumatici ( un vero peccato direi) e nemmeno per gustarci la straordinaria varietà di pesci e crostacei di Pike Place Market. Oggi, dallo Space Needle, decolliamo per un viaggio mozzafiato attraverso uno dei periodi più tosti della musica internazionale: IL GRUNGE,

Molti lo hanno definito il periodo del “Seattle Sound”, altri qualcosa che nemmeno esiste. Fatto sta che tra la fine ’80 e l’inizio ’90, diverse band produssero una quantità di musica straordinariamente folle in grado di riscrivere il rock americano.

GRUNGE: Una storia breve, triste e meravigliosa

di Manuel Lagotto 

Non so perché ma Seattle me la sono sempre immaginata fredda e piovosa, non è cosi lo so, ma mi piace pensarlo.  Sarà forse perché da quella città è arrivata la musica che ha scompaginato il mondo del Rock, una musica grezza, distorta, a tratti senza melodia, urlata e poco votata alla radio mainstream, in una parola il Grunge.

Niente a che fare con il brillante sound dell’hard rock anni ottanta, niente capelli cotonati ed ossigenati ma musicisti un po’ trasandati e disadattati.

Non è la prima volta che Seattle partorisce deflagrazioni rock, in fondo il grande Jimi Hendrix arriva da lì, perché proprio lì non so, sarà la sua posizione estrema, forse ma non importa. E’ successo e ringraziamo il dio del rock per questo!

Mi ricordo la prima volta che ascoltai “Smells like Teen Spirit” in una radio rock locale, uno schiaffo indimenticabile, la voce meravigliosa di colui il quale sarà l’icona del grunge per eccellenza: Kurt Cobain.
Era la musica che ascoltavi al Pub, ai raduni rock, in quei locali alternativi con ancora la musica dal vivo di cui è rimasta poca cosa davanti ad un bel panino e fiumi di birra.
Vorrei accompagnarvi in un breve viaggio attraverso quel movimento, sì movimento perché il Grunge non è un genere, non è uno stile musicale omogeneo.
Forse la parola giusta è attitudine.
Band diverse con suoni diversi ma un comune denominatore, la provenienza e soprattutto una creatività nuova col risultato di seppellire un rock da tavolino, finto e ripetitivo.
Si parte dai Green River da cui sfocieranno Mudhoney, Mother Love Bone e poi i Pearl Jam, si passa dagli Screaming Trees di Mark Lanegan per arrivare ai gruppi che hanno portato il Grunge al mondo ovvero i Soundgarden, gli Alice in Chains ed ovviamente i Nirvana.

Nirvana, forse i più noti grazie alla figura di Cobain, alla sua tragica fine ed al fascino carismatico che emanava anche attraverso le profetiche parole contenute nella meravigliosa Come as You are “and I swear that I don’t have a Gun” ma come sappiamo solo la morte rende eterni gli eroi e così è stato per il Grunge, prima di Kurt, Andrew Wood, poi Layne Staley e recentemente Chris Cornell.
Rest in Peace e Nevermind

L’immagine di Seattle utilizzata in copertina è stata realizzata da: Thom di quartiere

Ve lo ricordate? è lo stesso artista della Piccola area51 che ha realizzato per noi il post sul Riso Basmati e la splendida Scrambler, ci aveva promesso un ritorno e cosi è stato! Grazie Thom.. good jobs!

Per chi vuole dedicarsi e dedicare 5 minuti di attenzione al Grunge può lasciarsi guidare da Federico Buffa,

ben coscienti, come ci ha indicato Manuel, che:

“Non solo Nirvana e Pearl Jam, il Grunge è molto molto di più!”

Mindfoodman Lorenzo Natolino

Semplicemente Mindfoodman Un uomo che in cucina si prende consapevolmente cura di sè, della sua famiglia e dei suoi simili.